Il Barcellona è una delle protagoniste principali del calciomercato pazzo. Da lei partono le maggiori follie di mercato, sia per quanto riguarda le cessioni e sia per quanto riguarda gli acquisti. 

Il Barcellona è stata protagonista della cessione di Neymar Jr al Psg per 222 milioni di euro, ovvero il prezzo della clausola rescissoria che aveva al Barcellona il calciatore brasiliano. Il Psg l'ha pagata e si è portata in squadra il fuoriclasse brasiliano.

Sempre il Barcellona ha prelevato alla 'modica' cifra di 105 milioni più 40 circa di bonus il talento francese Ousmane Dembele' dal Borussia Dortmund. 

E ora ne ha fatta un'altra follia di mercato. Il Barcellona ha prelevato dal Liverpool per 160 milioni di euro bonus compresi Philippe Coutinho, trequartista brasiliano ex Inter nato a Rio de Janeiro il 12 giugno 1992. 

L'Inter sicuramente non sarà contenta particolarmente di questa notizia. L'Inter, nella persona di Marco Branca, prelevo' Coutinho dal Vasco da Gama per 4 milioni di euro nel 2010. Lo rivendette al Liverpool nel 2013 per 13 milioni di euro. Ora il Liverpool lo rivende per 160 milioni di euro! All'Inter, tuttavia, come consolazione, riceverà un bonus valorizzazione di 2,4 milioni di euro, ovvero 1,25 % della cifra incassata dal Liverpool.

Ora, questa è l'ennesima follia di mercato. Il Barcellona con i soldi di Neymar ha preso Dembele' e Coutinho, bonus esclusi. E ha fatto bene. Il problema è che adesso si crea un circolo vizioso, i prezzi sballeranno sempre di più e a rimetterci saranno principalmente la totalità dei club italiani. Solo i club italiani non possono lontanamente competere con queste cifre. In Germania c'è il Bayern Monaco che può competere con queste cifre, ma soprattutto è un club che investe molto nel proprio paese comprando giocatori che provengono dagli altri club tedeschi, quindi mette soldi nel mercato della Bundesliga tedesca, idem il Psg, che prende un pò dappertutto ma anche dalla Francia, vedi l'acquisto di Mbappe per 180 milioni di euro dal Monaco, i club inglesi sono i più ricchi e non hanno problemi di spesa e sono quelli che spendono di più, vedi l'acquisto del difensore centrale Van Dijk da parte del Liverpool dal Southampton per 85 milioni di euro, e chi rimarrà con 'un pugno di mosche' saranno i club nostrani. Nessuno, nemmeno la Juventus può competere economicamente in un mercato che vede certi prezzi. L'Italia calcistica è messa male e dovrà fare di necessità virtù. Con questi prezzi, penso che ora sia incredibile cosa sia riuscito a fare il Milan. Sicuramente qualche acquisto sarà sbagliato, ma per 11 nuovi calciatori ha speso 160 milioni al netto delle cessioni. Ora i club italiani dovranno ingegnarsi sempre di più.

Bisogna tornare ad investire nei vivai, migliorando la qualità degli allenatori che  allenano e formano i giovani calciatori. In questo momento quei pochi italiani che c'erano nei vivai forti, potenziali ottimi calciatori, li abbiamo già tirati fuori, e la maggior parte sono al Milan e all'Atalanta. La primavera dell'Inter è molto forte ma è piena zeppa di stranieri. Per avere un campionato competitivo, con una base competitiva di calciatori iitaliani davvero forti e non sopravvalutati, forse dovremmo aspettare 10 anni. I top player costano dai 100 milioni in su, forse anche di più, e i club italiani non possono competere economicamente con questa base d'asta. Bisogna essere bravi nello scouting e arrivare per primi ai nuovi Neymar, prima che diventino tali, e quei pochi italiani forti che ci sono, valorizzarli e tenerseli stretti il più possibile.

Dovremmo essere bravi e arrivare per primi sui migliori prospetti mondiali e farli diventare top player da noi. Ma togliamoci dalla testa di prendere il top player affermato e portarlo nelle nostre squadre. I top player da noi, se siamo fortunati, vengono a fine carriera, non al top del loro livello competitivo. Per i prossimi anni sarà così. Certi prezzi sono improponibili per i top club italiani, che possono solo guardare gli altri spendere. Guardare ma non toccare. E soprattutto ingegnarsi scovando i migliori prospetti mondiali prima che diventino dei top player e quindi troppo costosi per i nostri club.