Un altro immenso personaggio se n'è andato, lasciando un vuoto che forse resterà incolmabile. Aldo Biscardi, uomo dallo spessore indescrivibile, dalla professionalità indiscussa e dall'ingegno spiccato, si è spento dopo 86 anni. Una vita dedicata al giornalismo, dapprima come inviato per varie testate e poi, soprattutto, come conduttore "sui generis" del celeberrimo "Il Processo del Lunedì", trasformato in seguito ne "Il Processo di Biscardi".

Precursore di quel modo di intendere lo show sportivo, che poi è stato replicato da molti e nei modi più disparati, Biscardi è stato in grado di mixare con successo l'inchiesta allo spettacolo, l'ironia alle valutazioni più seriose e che più facevano infuriare tifosi ed ospiti. Il suo salotto è stato spesso luogo di dibattiti accesi, ma anche di proposte che, alla lunga, si sono rivelate indispensabili.

E' un gran paradosso che nell'anno in cui l'agognata "moviola in campo" è finalmente diventata una realtà, il buon Aldo ha cambiato palcoscenico su cui esibirsi. Forse aveva intuito che il suo compito qui era terminato, che aveva contribuito a rendere il calcio migliore, a smorzare quelle polemiche spesso futili e banali che spesso, a giochi fatti, ci rendevano eccessivamente il sangue amaro. 

Sono tanti i messaggi di cordoglio, ancor di più quelli di stima pervenuti alla famiglia. Molti colleghi, sinceramente commossi, hanno voluto ricordare il Biscardi uomo prima che giornalista. Dalle parole di stima di Bartoletti al TG2 delle 13 in cui veniva esaltata la verve del "rosso" conduttore, ai ringraziamenti pubblici di Zazzaroni per avergli dato modo di mettersi in luce nel mondo dello spettacolo, all'addio particolarmente sentito di Tiziano Crudeli, suo affezionato compagno di avventura. Bastano questi pochi esempi per comprendere quanto Biscardi fosse importante; un punto di riferimento per tanti altri professionisti e per quelli che si stavano avvicinando a questo mestiere.

Attestati di stima arrivano anche da Silvio Berlusconi, col quale Biscardi aveva un rapporto stretto e sincero, seppur alle volte conflittuale. Le condoglianze alla famiglia sono arrivate addirittura dall'Argentina, con mittente Diego Armando Maradona, il quale, con un post sulla sua personale pagina Facebook, esalta le grandi doti di uomo e di conoscitore di calcio del professionista originario di Larino.

D'altronde chi non ha avuto il piacere, almeno una volta, di assistere quanto meno ad uno spezzone del suo programma per eccellenza, o a qualche suo sketch televisivo? Chi non ricorda almeno una sua citazione condita da termini pronunciati con la sua inconfondibile cadenza molisana, che ha gelosamente conservato per tutta la sua esistenza? Impossibile non sorridere.

Eppure c'è chi non lo fa. C'è chi, irriguardoso anche al cospetto del dolore, non perde occasione per mettersi in risalto e per cercare le luci della ribalta, ormai perse da immemore tempo. Scempiaggini che forse non dovrebbero essere riportate, ma che mi preme evidenziare come metro di paragone fra chi non avremmo mai voluto perdere e chi, invece, saremo costretti ancora a sopportare. 

Così, la dipartita di Aldo Biscardi è diventata presto terreno fertile per viscidi personaggi che, fortunatamente, non avremo modo più di vedere costantemente in tv, com'è accaduto nel recente passato. Proprio questa esclusione è forse la causa di cotanta rabbia interiore e manifesta frustrazione, che, puntualmente, viene fuori con tweet alquanto discutibili e/o parole dalla dubbia morale. Perchè, nonostante ciò che si pensi, Aldo Biscardi non ha mai smesso di splendere, nè è stato mai succube di nessuno. I suoi moniti, le sue campagne mediatiche, le sue provocazioni sono sempre state all'ordine del giorno ed oggi più che mai ne vediamo i frutti.

Sono certo che Aldo riderà leggendo, da lassù, magari col suo caro amico Maurizio, queste sciocche parole. Chissà quali grandi "sgoob" continuerà a dare, ai quali non potremo assistere. L'unica cosa che adesso possiamo fare, oltre a rimpiangerlo, è ringraziare l'immenso Aldo Biscardi con un enorme "denghiu"

Ciao Aldo, neanche immagini quanto ci mancherai.