Tutti sappiamo che il Paris Saint-Germain, la società degli sceicchi qatarioti, ha acquistato le prestazioni sportive del brasiliano Neymar, attaccante del Barcellona, creando un cataclisma i cui effetti si ripercuoteranno sul calcio mondiale per parecchi anni a venire. Sappiamo anche che il giovane talento di origini camerunensi del Monaco, Kylian Sanmi Mbappé Lottin, è entrato nell’orbita della società francese che intenderebbe (il condizionale è d’obbligo) sbancare il calciomercato europeo, ormai paragonabile ad un mero tavolo verde, e porre una seria ipoteca sulla vittoria finale dellla prossima Champions League. Tuttavia,ci sono alcuni fatti che analizzati secondo una certa ottica potrebbero far pensare che queste operazioni non siano state programmate come si pensa, ma siano il frutto di coincidenze fortuite.

Cominciamo da capo e parliamo di una figura che in questa vicenda è passata del tutto inosservata ma che potrebbe avere un ruolo molto più importante di quanto crediamo. Il suo nome è Marco Verratti. Il forte centrocampista della Nazionale italiana e del Paris Saint-Germain dà il via alle danze di questa campagna trasferimenti annunciando la sua volontà di lasciare la società parigina e di trasferirsi (non lo indovinate?) al Barcellona. Evidentemente le scorie di quanto è successo con la clamorosa eliminazione di Champions ottenuta proprio contro i blaugrana hanno convinto l’ex giocatore del Pescara a trasferirsi in Spagna. Del resto, è proverbiale che se non li puoi battere, unisciti a loro. La querelle con la sua società di appartenenza dura per parecchi giorni e culmina in alcune frasi dal contenuto molto forte pronunciate da quello che fino ad allora era il suo procuratore, Donato Di Campli: "Il mio assistito si sente come in prigione". Il 19 luglio Verratti pubblica un video in cui chiede scusa al suo club, sconfessa le affermazioni del suo agente e giura amore verso il Paris Saint-Germain. Dopodiché licenzia Di Campli e si affida a Mino Raiola. Questa (non) operazione è molto importante perché a mio parere fa capire due cose. La prima è che il Barcellona ha provato (pur restando abilmente dietro le quinte) a punzecchiare la società qatariota, e la seconda è che nessuno a Parigi era al corrente del terremoto che ci sarebbe stato di lì a poco. Forse perché l’emiro voleva mantenere una politica di basso profilo o forse perché non aveva ancora pensato di concretizzare l’affondo con il brasiliano e che sognava da anni? Bella domanda.

Lasciamo la questione in sospeso e andiamo al periodo attuale, quello successivo all’acquisto del secolo. Voci insistenti danno il PSG interessato al calciatore Mbappé (grosso sgarbo al Real Madrid fresco vincitore di Supercoppa europea) è formula un’offerta che pareggia quella fatta al Monaco dai blancos. Per il giovane calciatore si tratterebbe di guadagnare una barca di soldi senza spostarsi dal suo Paese (rimarrebbe sempre in Francia, dopotutto, muovendosi dal Principato per andare a Parigi). Perché il Paris Saint-Germain, proprio ora che è al centro di contestazioni internazionali per l’acquisto di Neymar, affonda ancora di più il coltello nella piaga? In primis, dobbiamo capire che il carattere arabo è per sua natura orgoglioso. La cosa si potrebbe semplicemente interpretare come un eccesso di euforia dovuto all’effetto che Neymar sta facendo sulla tifoseria e sugli ambienti sportivi parigini dopo un’annata fallimentare per i risultati di campionato e Champions. Oppure… c’è dell’altro. La proprietà cinese del Milan ha immesso nel mercato capitali e una mentalità operativa di stampo più aggressivo, imprenditoriale e audace di quelli che lo avevano preceduto. L'all-in iniziato dalla dirigenza rossonera ha generato immediatamente delle proteste nazionali e internazionali, ma che al momento non hanno prodotto delle misure restrittive o particolarmente penalizzanti da parte degli organi istituzionali del calcio europeo. Tutto sommato non è vietato pensare che sia stato proprio questo esempio, se mi si passa il termine, ad aver convinto gli sceicchi a fare altrettanto e ad incominciare una guerra all’Europa combattuta su due fronti: quello istituzionale cercando di mandare all’aria il FFP e quello sportivo ponendosi in cima alle società da battere per la prossima Champions League. Se è così, il PSG non si fermerà con l’acquisto dell’attaccante franco-camerunense. E’ un’ipotesi, ma come scriveva un vecchio politico italiano su certe cose la sapeva lunga a pensar con malizia si commette peccato ma quasi sempre ci si azzecca.