Lo Stadio Meazza di Milano, noto però come San Siro, è attualmente di proprietà del Comune di Milano, giocano l'Inter ed il Milan e la sua origine risale al lontano 1925 per subire nel corso di quasi un secolo profonde ristrutturazioni per arrivare alla scala del calcio di oggi, pur con i suoi storici problemi a partire dal prato. 

Il calcio è mutato, l'Inter ed il Milan hanno due proprietà internazionali ed in modo eccezionale Milano che è la city del capitalismo italiano, del liberismo italiano, dell'internazionalizzazione, ma è rimasta ferma alla tradizione. Quale? Il nome dello stadio.
Ma in verità non per questo motivo che ancora oggi mantiene i suoi due nomi tradizionali e storici. Ma per un motivo semplicemente economico, di gestione. E' evidente a tutti che si sta per concludere a Milano una partita epocale che riguarderà proprio il futuro di questo stadio e nel bene o nel male cambierà nome, questo è inevitabile.

Come è accaduto per stadi minori come quello del Sassuolo, Mapei, o per quelli più importanti come quello della Juventus, o che dire di quello dell'Udinese? Il cui cambio del nome ha provocato un terremoto in città. E i tifosi si rifiutano di chiamarlo Dacia Arena, ma rimarrà per sempre nei loro cuori come stadio Friuli, nome che ancora oggi si può sentire in qualche telecronaca.  
Ma i capitali fanno la differenza, e la faranno soprattutto oggi che le squadre italiane hanno bisogno più che mai di mettere le ali. San Siro è destinato a seguire le sorti dell'Allianz Arena, dell’Emirates Stadium, dell'Etihad ecc. Vi è una corsa all'omologazione, lo sponsor è lo sponsor, senza lo sponsor le squadre di calcio faticano, e così è stato per diversi stadi importanti, e così sarà anche per la scala del calcio.

E dunque è sempre più vicino il momento dell'addio di San Siro... ma i tifosi a Milano e fuori le porte di Milano come accoglieranno questa rivoluzione? Senza dolore, come accaduto a Torino, con ira, come accaduto ad Udine, la cui partita e contestazione è ancora aperta?