La Lazio cade a Salisburgo, fine dell’avventura europea. The end. Come i più grandi disastri naturali è successo tutto in pochi minuti, dal 72’ al 76’: l’urgano Salisburgo si è abbattuto nella metà campo laziale raggiungendo la categoria 3 (73' Haidara, 74' Hwang, 76' Lainer) sulla scala Saffir-Simpson. La speranza di essere all’altezza dei cugini giallorossi è stata spazzata via dal tornado, adesso è il momento di raccogliere i cocci e fare la conta dei feriti e dei morti: non resta altro che vincere il derby per salvare la stagione.

La Lazio ha perso un grande occasione, quella di confrontarsi con squadre di blasone come Atletico Madrid e Arsenal, rose che non hanno nulla da invidiare a quelle della Champions League. Poteva essere un’opportunità di crescita. Con un po' di fortuna il sorteggio poteva essere benevolo, magari con una seminale contro l’Olympique Marsiglia di Garcia, che potenzialmente poteva aprire per gli aquilotti le porte per il paradiso: una finale europea. Invece la squadra di Inzaghi ha dimostrato di non essere pronta per i grandi palcoscenici e con una mentalità provinciale, forse condizionata dalle voci di mercato (Milinkovic Savic) e dai possibili addii (Stefan de Vrij). 

Domenica c’è il derby, i lupi hanno la possibilità di azzannare gli aquilotti feriti sferrando il definitivo colpo di grazia! Tutto dipenderà dal'appetito dei giallorossi, che potrebbe essere sazio dal gustoso banchetto europeo oppure ancora voglioso di aggiungere al menù un delizioso "dolcetto"... scherzetto? Ricordiamoci sempre però che il calcio è uno sport meraviglioso, tutto può succedere, ma oggi diamo a Cesare quel che è di Cesare.